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Allora, una cosa che non ho ancora detto, è che mio padre, falegname, m’insegnò sin da piccolo, a lavorare il legno; ed usare, tutti i macchinari necessari. Ricordo, che mi metteva sopra il banco da lavoro, e da lì, io lo osservavo lavorare il legno. Mi metteva sempre in mano, un piccolo martello, dove con una manciatina di chiodi storti, dovevo imparare a raddrizzarli; appoggiandoli, su una piccola incudine. - Vi lascio immaginare, quante martellate sulle dita -. . Ma a me, piaceva trafficare con i suoi attrezzi, ed ero anche molto bravo. Ogni momento, ero sempre lì ad assillarlo di domande, a me, piaceva sapere tutto, sul funzionamento di qualsiasi cosa. Mio padre, pazientemente, mi spiegava sempre tutto ciò che io gli domandavo. Mi diceva sempre, che da grande, dovevo diventare un architetto; ma io, non sapevo cosa volesse dire; ero troppo piccolo. ..
Io, ero molto più avanti, di quei bambini bravi a giocare con i soldi di papà; con le mie capacità, inventavo sempre qualche cosa per giocare. Con tutti quegli scarti di legno, che mio padre non adoperava più; io, costruivo sempre qualche cosetta. Vi assicuro, non c’è niente di più bello, che costruirsi i giocattoli con i propri mezzi. Attenzione! Non sto parlando degli anni cinquanta; dove lì per forza, si giocava con poco o niente. Nella mia infanzia, c’era già tutto; e confesso, anche io, ho ricevuto tanti regali. (I miei, non erano poi così ”tirchioni“; è che loro, ci tenevano ad insegnarmi a risparmiare, e ad essere capace di fare di tutto). Così, mi costruivo tante belle cose, o smontavo i giocattoli, per modificarli; con la mia fantasia, ne facevo di tutti i colori. ..
Secondo me, tutti i bambini dovrebbero avere a disposizione quei giochi; dove con la fantasia, si costruisce di tutto, ad esempio: ”Le costruzioni“, oppure, ”il meccano“; ma, le versioni di una volta; molto meno belli, ma (per carità), più costruttivi. Oggi, con quei ”lego,“ dove, non c’è nemmeno l’ombra di fantasia; perché tutti i pezzi sono giusti giusti, per comporre una sola forma di qualche cosa; di cui, generalmente, neanche il papà con la figura delle istruzioni sotto mano, riesce a metterli assieme. Poi, non capisco per quale motivo, mettano dentro le istruzioni, che il bambino; (dovrebbe essere il proprietario del gioco), non sa leggere. - Chi se ne frega; se non si riesce a costruire l'oggetto, come nelle istruzioni; la testolina dei bambini, è fatta per imparare anche a sbagliare, e non da poco, ad avere molta fantasia -.
Non parliamo poi, delle macchinine radiocomandate. Molto belle, sul serio; ma secondo me, dovrebbero venderle, con la cassetta degli attrezzi molto rifornita. Per, poterle smontare tutte; se no dov’è il divertimento!! A me, non è mai piaciuto un oggetto originale; di qualsiasi cosa si trattava, doveva passare sotto le mie mani, per una modifica personalizzata. All’epoca, non firmavo con il consueto: ”by FM“, ma di solito, scrivevo il mio nome, e a volte, anche inciso a fuoco; datosi che spesso, c’era del legno nei miei oggetti.

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