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Le scuole medie erano finite. E quell’estate, fu L’estate più bella che io possa ricordare. Sì perché, a parte il ritorno di Cinzia, e Barbara, ancora più belle che mai, arrivarono un sacco di ragazze nuove; ed anche, una certa Paola. . Lei, mi segnò la vita irreparabilmente. .. Le nuove ragazze, erano tutte sorelle e cugine; e anche Paola, era imparentata in qualche modo con loro. . Barbara, in quell’anno, non la cagai molto; adesso c’era Paola. . Lei, alta più di me, bionda, con i capelli lunghi fino al seno; che però, non ne aveva molto; e due occhi stupendi, di un azzurro chiaro chiaro; ed era difficile, non notarli. .. Anche Ottavio, non se la cagava più la Barbara; ma sembrava, più interessato ad una nostra cugina; piuttosto "maiala". Ottavio, era il più bello di tutti noi; ma con le ragazze, osava meno. . Fatto sta, che venne da me e mi disse, che nostra cugina, era insomma, - parecchio abbordabile. - Non che fosse tanto bella; - (parere nostro da piccoli, invece non era affatto male); ma si faceva, palpare facilmente. . Noi, un giorno, in due la tenemmo, ed il terzo le tirò giù le mutande. . Lei, fingeva di essere contrariata, ma le piaceva. Non andammo mai però, con le mani lì! A noi bastò, vedergli la fica! .. Con le mani invece, ci finì lei. .. Con uno stratagemma dei miei, - anche se agivo, per conto di Ottavio; - (era lui, che mi disse quello che voleva fare, ma non osava chiederlo alla cuginetta). . Convinsi nostra cugina, che se ce lo avrebbe toccato, (l’arnese s’intende), io, avrei regalato a lei, le palette da ping pong; che le piacevano tanto. .. Andò proprio così; uno per volta, nel localino caldaia, dietro casa mia; tirammo giù a turno le mutande, e lei, ce lo strinse tra le mani, solo per un attimo. Cazzo ! Dovetti regalarle, le palette da ping pong!! Le emozioni provate in quel momento, sono indescrivibili. .. Nessuno di noi tre, raccontò in giro di quella vicenda. .. Rimase così, il nostro segreto. - Io sinceramente, non ebbi più esperienze con lei. Ad Ottavio invece, non glielo chiesi mai. .. Arrivò, anche una ragazza strana quell’anno: ” uì tì “; così chiamavamo lei. .. Alta, magra, capelli corti corti, a ”caschetto“ neri. Ma due tette da paura! Grosse e sode. Lei, indossava sempre, una canotierina viola con le spalline, fini fini; (alle volte, le cadevano giù, quando ci rincorreva); ed un particolare, la contraddistinse subito: era ”stronza“, cattiva, un maschiaccio insomma! Sulla bocca, quel modo sempre uguale di chiamare le persone; lei precedeva ogni discorso, con, ”Uì Tì." Suo padre poi, non parliamone! Un bullone milanese, che sembrava che aveva tutti lui i soldi. .. Una cosa, che non ho mai sopportato di lui, è che con quella mania di grandezza, la sera nel suo cortile; dove villeggiava, radunava tutti i bambini; e qualche "fesso" più grande. Con la cinepresa, ed un tabellone bianco appeso al muro, ci trasmetteva le sue belle vacanze, trascorse in non so quanti posti al mare, con la sua barca. . A noi non ce ne fregava niente! Uì tì, però, non era sempre antipatica; in quei filmini, appariva anche simpatica; – per forza, non parlava!!
In quell’anno, era anche l’anno delle ”seghe“! -Tutti i ragazzi si fanno le seghe. -, Me compreso. C’era anche, un trabocchetto; che facevamo spesso, ai ragazzi più piccoli di noi; e si diceva loro: “ lo sai, che tua mamma, capisce se ti fai le seghe?“ E loro tutti, dicevano: ”No, non le facciamo le seghe; e poi, come fa la mamma, a capire?“ E noi: ”Le mamme capiscono capiscono; vanno a vedere di notte le mani, e se ci sono due piaghette sotto le dita, vuol dire che vi fate le seghe!“ Naturalmente tutti controllavano; se sotto le proprie dita, vi fossero le piaghette. . Le piaghette non c’erano mai; ma di bugie quante!!!

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