State ascoltando " Ti amo " di Umberto Tozzi

 

cap.18 Il mio primo...

 

Seguii un giorno, due belle ragazzine, su di un sentiero ciottolato fuori dal paese. Questo sentiero, un po’ impervio e poco frequentato, era usato solo per delle gare di ”Trial“. Io avevo credo, 13 anni, e le ragazzine qualcuno meno. .. Una bionda molto carina del mio paese, e l’altra mora, di Milano. Ormai, già inoltrato il sentiero da loro, le raggiunsi su in cima dove si erano sedute su due sassi. . Io, mi sedetti proprio dietro la milanese, e allargando le gambe, me la tirai ben vicino a me. Lei non disse niente. Io, sapevo di piacerle; anche se a me, piaceva di più quell’altra. Non so come, ma incominciammo, con dei discorsi di sesso già da adulti. . Loro, molto incuriosite, mi stavano a sentire volentieri. In giro non c’era nessuno. E mentre io chiacchieravo, infilai una mano, molto lentamente, sulla sua ”ficchetta“. . Non disse niente, e restò lì, continuando ad ascoltarmi, fingendo di nulla. L’altra, ci vide, e incominciò a dire, che voleva andare via. Io con una mano, le tenevo giù la gonna dalla parte dell’altra ragazzina, in modo che non mi vedesse proprio bene. Mentre con l’altra, provai per la mia prima volta, ad infilarle un dito proprio lì. . Non fu per niente difficile. Scivolò così bene; (non sapevo proprio nulla, di quelle cose; anche se credevo d’essere molto esperto). .. Mi sorpresi molto, di come fosse bagnata quella ”fichettina“. Mai più, avrei pensato che, la ”Passerina“ delle donne, fosse così bagnata. Provai un tale piacere, che la pancia, mi faceva uno strano scherzo. Mi piaceva tantissimo! Anche perché lei, se ne stava lì senza dire niente, e mi lasciava ”ravanare“. Lei arrossì solo sulle guance. .. Intanto, con il mio corpo; che era molto attaccato alla sua schiena, le sentii il cuore, battere forte forte. - Non so se era il mio o il suo -. La biondina intanto spazientita, continuava a dire di andare. Fui ancora più sorpreso, quando poi sentii lei, (la milanese), dire all’altra: “No, non andare, è bello sai? perché non provi anche tu?“ naturalmente, l’altra, continuò a dire di no e di andare. Anche io allora, diventato non so, ma più coraggioso che mai, la invitai con bei modi; molto delicati, a provare anche lei, quello che stavo facendo alla morettina: - che con quelle guance tutte rosse, sembrava ” Heidi “.- . Non riuscii a convincerla, e così tolsi la mano e l’aiutai a mettersi a posto la gonna. Quando mi resi conto di essere con i piedi per terra, mi accorsi che ero tutto rosso anch’io, e incominciai a guardare tutt’intorno per vedere se ci aveva visto qualcuno. C’incamminammo di corsa verso il paese. .. Credo che quella volta lì, fu una delle mie esperienze più belle della mia vita. Nessuno seppe di quella volta. (è la prima volta in assoluto che viene raccontato questo fatto. Ringrazio quella ragazzina che, con modi molto gentili, mi diede l’onore di provare quell’esperienza così bella; il mio primo vero ”ditalino“!). .. Naturalmente, il suo nome rimarrà segreto. . Mi capita ancora raramente di rivederla, quando alla festa di san Rocco, torna lì con le sue figlie, ormai ”grandicelle“.

Lei, ha un viso molto simpatico come allora, e quando m’incontra mi sorride e di seguito, dice solo un bel  CIAO. Ma dallo sguardo mio e suo, s’intuisce che il ricordo torna proprio là dove ci fu quell’esperienza. (Secondo me si ricorda come del resto io, di quell’esperienza bella. Anche per lei era stata la prima volta). ..

Mancava ormai solo Barbara, sotto le mie grinfie; che ormai, un po’ più fiducioso mi sbilanciavo parecchio. Ritornai a ”cagarla ancora“. La ”fica“, da vicino, non l’avevo ancora vista bene bene; - e si sa che da bambini si è molto curiosi - !!! Non era facile. Se devo essere sincero, io la ”fica“ (a parte quel breve istante, vista a mia cugina), la vidi anche quel giorno sul balcone sul retro di casa mia. Da lì si vedeva Il campetto di pallone. Un bel giorno, una ragazza, che giocava con suo fratellino; con le bambole e i piattini pieni di terra ed erba; (giocavano al marito e moglie per finta). Erano  proprio al centro del campetto, quando ad un certo punto, la ragazza si tolse le mutandine, e si mise a fare la pipì. Suo fratellino, si mise di spalle davanti a lei per nasconderla un po’. Ma io, dal balcone la vedetti bene; - anche se purtroppo da lontano -. Accidenti a quel giorno che non avevo lì il cannocchiale! Mi piacque lo stesso molto. ..

 

Con Barbara, non riuscii ad inventarmi un bel stratagemma, tranne che adottare lo stesso sistema di mia cugina. Due la tennero, Ottavio e Marco, e io le tolsi le mutandine.

Naturalmente non andò come con mia cugina. Lei cominciò a scalciare e gridare e così la lasciammo andare. Io la ”fica“ di Barbara non la vidi mai!