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Quell’anno lì, finito l’estate, la zia Mariuccia, con Ottavio, Jionny e lo zio, se ne andarono. Si trasferirono in un paesino un po’ lontano, vicino a Bergamo. A me dispiacque molto. Con Ottavio, io e mio fratello giocavamo molto. Specialmente al piano di sopra del bar, dove c’era un gran bigliardo e molti video-games. Noi però, giocavamo con le macchinine. Lui ne aveva tantissime, al contrario di noi che non ne avevamo. .. A me piacevano molto le macchinine! Qualche volta, me ne regalava qualcuna. Ottavio da quella parte, era molto generoso. .. C'era anche un altro gioco, che avevamo anche noi uguale a quello di Ottavio, e giocavamo assieme. Si trattava di una piccola moto da corsa. Essa, era fatta appoggiare su una specie di cavalletto; con un piccolo manico dietro, e che conteneva le batterie. Quando si premeva il pulsantino, la moto cominciava a far girare la ruota posteriore, che, momentaneamente, era sollevata da terra; poi quando raggiungeva una certa velocità, abbassando il cavalletto di colpo, la moto prendeva una bella rincorsa; finendo di solito, contro la porta in fondo al corridoio: Con un gran botto. La moto però, non si rompeva; perché era molto robusta, e pesava anche parecchio. ..
Una domenica andammo a trovarlo là; sulla "bergamasca"; dove si era trasferito. Mio padre portò anche un po' d'attrezzi da lavoro. La zia Mariuccia era sua sorella, e così l'aiutò per il trasloco, montandogli i mobili della stanza da letto sua, e dei miei cugini. Noi aiutammo a svuotare gli scatoloni pieni di giocattoli e di trofei. Sì; perché Ottavio, correva con la bici da corsa nel gruppo "Juniores"; ed era bravo. .. In seguito, andammo ancora a trovare Ottavio. E quella volta lì, fu intrigante. Perché? Intanto Ottavio, non ci mise molto a farsi degli amici e soprattutto un'amica (davvero tanto carina). Era una figlia d'una parrucchiera: - amica di mia zia; - Quindi, già con i capelli, era messa bene: - bruna con un taglio a "caschetto" scalato dietro. Quella volta indossava un fularino "fuxia" al collo, che le stava benissimo, oltre ad un po' di trucco e dei bei orecchini. Naturalmente non mi restò indifferente ed incominciai a corteggiarla. Il problema era che la corte gli era fatta da tutti noi tre. Si trattava di concorrenza sleale! Ottavio era molto carino. Io più chiacchierone ma un po' timido e arrossivo facilmente. Mio fratello molto normale (non timido). .. Conclusi la giornata, giù in giardino dietro la legnaia, con una "limonata" e basta. Quando poi se ne andò, non riuscii a fissarle un appuntamento, davanti ai suoi genitori. Non si riusciva bene a capire chi di noi tre, era il preferito da lei. Perché lei, era carina con tutti noi. .. A pomeriggio inoltrato, mio zio, accompagnò noi tre giù in paese; in un "locale" di un amico di Ottavio. .. Così, si chiamavano quei posti, dove in genere noi ragazzi, invitavamo le ragazze, per ballare con lo stereo a "balla"; e tante luci colorate, con effetti a tempo di musica. (Luci sequenziali, faretti rossi all'ingresso, una "strobo", e uno stereo era un classico!). . Ma quel locale, era davvero una "figata"; tutto dipinto di nero, con tantissimi poster attaccati alle pareti; la moquet, anch'essa nera, e oltre ogni tipo di luce; c'era anche, un bellissimo stereo, ed infine anche una tastiera elettrica. . Dopo un po' d'esitazioni, provai a suonare la tastiera; e mentre suonava il disco, io suonavo lo stesso pezzo con la tastiera; - o almeno ci provavo. - Io imparai bene una canzone, quel giorno: "Comprami", di Viola Valentino. - Quando la risento, (molto di rado) alla radio, mi viene in mente quel giorno lì. (A proposito, é quella che state ascoltando, se siete su internet : (www.widus.it/generalelee). ..
Venne sera, e per fortuna i miei, decisero di stare a mangiare lì dalla zia. Ottavio aveva un hobby molto bello: - collezionava le locandine dei film -. Ne aveva di tutti i tipi, essendo amico di un proprietario del cinema in paese. Il suo genere preferito era "Orror". Alle volte su queste locandine, vi era raffigurato anche delle belle donne. Fu così, che quella sera, mi misi a disegnare anch'io come faceva sempre Ottavio. Sì; perché Ottavio, era anche lui un bravo disegnatore, proprio come mio fratello. Egli, era affascinato da quei mostri, tutti squartati ed insanguinati. Li copiava proprio molto bene. Ma a me, piacque in particolare una donna bellissima, raffigurata in quella locandina, che Ottavio non mi regalò. .. Mi misi così a disegnarmela, con un gessetto di graffite. Mi venne molto bene, quella donna, che io, disegnai su quel foglio di cartoncino. Tuttora, conservo ancora quel disegno di donna. .. Ricordo molto bene, fin dai tempi dell'asilo, dalle suore, che già lì, avevo dei gusti di ragazze; a me piaceva solo Patrizia. Lei, era una delle poche more. A tutti gli altri, piaceva Elena, una bambina biondissima. Intanto, così, agivo indisturbato, perché ero l'unico. Mentre tutti gli altri bambini, litigavano sempre per la biondina. - Non so se ebbi colpo d'occhio, o forse "culo"; fatto sta che la piccola bambina mora: (che frequentai anche per tutto il periodo scolastico alle elementari); diventò una grande e bellissima ragazza, e sempre simpaticissima come da piccola. Lei senza esagerare, ma assomiglia tantissimo a Edvige Fenech.
Stranamente, ironia della sorte, poco più in là, conobbi una ragazza identica al disegno; che io feci a casa di Ottavio. (Forse, era proprio il tipo di ragazza dei miei sogni, e che nella mia mente, era diventata un punto di riferimento).
Quella ragazzina mora dagli occhi verdi, mi fece letteralmente impazzire. Una delle mie prime cotte da ustione! Signori e signore !! La mia bellissima compagna di banco, Donatella.

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